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(Risposta alla Cantata BWV 30 - Rallegrati, popolo salvato, di Johann Sebastian Bach)
(Aria eseguita con flauto traverso, violino I con sordina, violino II, viola, continuo)
Voce del contralto
Venite, peccatori,
accorrete, figli d’Adamo,
il vostro Salvatore grida e vi chiama!
Venite, gregge disperso,
svegliatevi dal sonno del peccato,
poiché ora è il tempo del perdono!
Voce del Salvatore
Il sole è alto quando la mia barca
giunge nella baia d’argento e
si adagia leggera sulla riva.
La debole vela si ritira, si chiude
come un occhio stanco che ha vegliato
sul mio lungo viaggio.
Sono giunto sull’isola perduta
per salvare tutti i peccatori dalla vita,
dalla morale, dal quotidiano, dal principio spirituale,
dal mentale, dall’invisibile, dal trascendentale,
dal corporeo e dall’incorporeo.
Il primo peccatore corre affannosamente e
si tuffa in mare per sfuggire al destino.
Tre soldati lo inseguono fino allo stremo.
Curvi dalla fatica desistono, sanno che
ogni storia finisce nel profondo del mare.
Le belle contadine cantano durante la semina,
con la loro voce incantano perfino le belve.
Un eremita dedito all’ozio
discute animatamente con gli uccelli in volo.
I padri invocano l’eterno per sopravvivere alla fame.
Ognuno fa ciò che può e quindi fa
ciò che deve per vivere e per morire.
Il povero pescatore implora i santi,
gli stessi santi che il ricco mercante ha insultato.
Gli affamati sacrificano animali innocenti
per la sopravvivenza della specie e del mondo.
Fuggo per salvarli tutti e aspetto che
il buffone disperda le carte del destino e
il fuoco le riduca in cenere.
Ogni volto, ogni corpo e ogni peccatore
sono ormai perduti nella storia.